Dopo dure ore di lavoro e grazie all’aiuto del valido costruttore Stelvs che si era unito alla città, la locanda era ultimata.
Qui i viaggiatori potevano trovare un pasto caldo e un comodo letto per dormire a prezzi modici e i cittadini avrebbero beneficiato del traffico di persone che sarebbe giunte fin qui per ristorarsi.
Restava solo da dare il nome al posto cosi che i viandanti potessero farne pubblicità una volta lasciato il posto.
Calzini bianchi anche questa volta venne in aiuto dei cittadini di Balla coi lupi, uggiolando affamato.

La locanda appena ultimata
Da allora la locanda prese il nome de “Il lupo affamato” e nello stemma si potevano vedere i denti dei lupi catturati dai due cacciatori